Il bon ton è di rigore all’interno della Loggia.
La prima ed imprescidibile regola è il saluto; il cenno impercettibile che gli affiliati si
devono scambiare prima di rivolgersi alcuna parola è la diretta conseguenza dell’applicazione dei nostri valori alla vita reale.
Solo dopo aver fatto il cenno impercettibile e solo dopo che l’altro affiliato avrà risposto allo stesso modo, ineluttabile segno della compenetrazione della natura astrale dell’insegnamento della Loggia nella becera debolezza dell’essere umano, SOLO ALLORA si potrà conversare tra pari.
Almeno il 20% della conversazione deve essere sul tema “topa”, ma questo non spaventa gli affiliati che senza troppa fatica arrivano al 65%.
È buona cosa -durante una conversazione con un altro adepto- grattarsi ripetutamente e vigorosamente i coglioni; questo gesto dimostra all’avventore che si è persone per benino e che ci si preoccupa delle cose che ci stanno più a cuore; a noi (come del resto anche a voi) stanno a cuore i propri testicoli e proprio per questo è giusto & necessario coccolarli e dar loro i giusti stimoli affinchè possano funzionare al meglio.
Eppure anche in questo frangente si dimostra la viltà e la malvagità del Bogas, che col passare degli anni è riuscito a far credere alla gente comune che grattarsi i coglioni sia segno di maleducazione, riuscendo ancora una volta in quello che è il suo unico scopo della sua (becera) esistenza: screditare l’insegnamento della Grande Cappella.
Ma i tempi sono cambiati e per noi il futuro è radioso: passeremo tutto il giorno a grattarci le balle!